{"id":99,"date":"2014-02-22T18:37:49","date_gmt":"2014-02-22T17:37:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ledonneresistenti.it\/?p=99"},"modified":"2014-02-22T18:37:49","modified_gmt":"2014-02-22T17:37:49","slug":"relazione-sul-convegno-del-7-febbraio-14-presentazione-del-volume-le-leggi-delle-donne-che-hanno-cambiato-litalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/?p=99","title":{"rendered":"Relazione sul convegno del  7 febbraio \u201914. Presentazione del volume \u201cLe leggi delle donne che hanno cambiato l\u2019Italia\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Ha introdotto i lavori <strong>Francesca Plateo<\/strong> del Direttivo dell\u2019Associazione \u201cLe donne resistenti\u201d, di fronte a un pubblico numeroso, attento e partecipe. Dopo i saluti delle autorit\u00e0 e delle Associazioni che hanno patrocinato l\u2019evento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha quindi preso la parola <strong>Paola Schiratti<\/strong> sottolineando come in Italia gli interventi delle donne a livello legislativo siano stati fondamentali per modificare la vita dell\u2019intera nazione a partire dalla stesura della Carta Costituzionale, che sancisce l\u2019uguaglianza di tutti i cittadini senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione,di opinioni politiche,di condizioni personali e sociali, la pari retribuzione tra uomini e donne, l\u2019uguaglianza morale e giuridica dei coniugi nel matrimonio, la parit\u00e0 di accesso a cariche e uffici pubblici, i diritto anche per le donne di elettorato attivo e passivo, il ripudio della guerra come mezzo per risolvere le controversie internazionali. Furono le 21 donne elette all\u2019assemblea costituente- il 3,7% degli eletti e appartenenti a quattro partiti diversi- che resero possibile l\u2019inserimento di questi principi nella nostra Costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu un baluardo a cui si appellarono le parlamentari elette nei decenni successivi le quali riuscirono, tra ritardi e contraddizioni, a \u201cstrappare\u201d leggi come il divorzio, l\u2019istituzione dei consultori e l\u2019informazione sulla contraccezione, l\u2019aborto, il nuovo diritto di famiglia, le leggi per la tutela della maternit\u00e0 e per il congedo di paternit\u00e0, per l\u2019obbligo scolastico fino a 14 e poi 16 anni, per la parit\u00e0 salariale, per l\u2019accesso delle donne a tutte le professioni, per le Pari Opportunit\u00e0. Queste furono riforme che modificarono la mentalit\u00e0 della societ\u00e0 e i comportamenti nel nostro paese; donne e uomini non furono pi\u00f9 quelli del passato e nelle famiglie, diventate mononucleari, si stabilirono nuove dinamiche. In particolare, la conquista della scolarit\u00e0 femminile fu un passaggio fondamentale che favor\u00ec l\u2019emancipazione delle donne e del paese intero, tuttavia l\u2019inserimento delle donne in tutte le professioni e la parit\u00e0 salariale sono state conquistate con gravi ritardi e con tempi molto lunghi. Il raggiungimento di posizioni apicali nelle carriere invece \u00e8 ancora da conquistare. Le donne devono associare lavoro e famiglia. La carenza di servizi sociali le ha costrette al doppio o triplo ruolo come lavoratrici, madri e assistenti degli anziani; \u00e8 ancora scarso l\u2019intervento degli uomini in questi ambiti assistenziali e nei lavori domestici, ritenuti attivit\u00e0 prettamente femminili. Il problema \u00e8 stato parzialmente risolto con l\u2019aiuto dei nonni e con le domestiche\/badanti coabitanti, in genere immigrate. Oggi la vita di queste ultime donne \u00e8 paragonabile e altrettanto dura di quella delle contadine italiane che cento anni fa emigravano nelle citt\u00e0. L\u2019assenza di servizi sociali di supporto alla famiglia \u00e8 quindi fonte di grandi diseguaglianze. Anche la crisi occupazionale e quindi sociale, il precariato e la flessibilit\u00e0 nel lavoro, sono assorbite dalle famiglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto tempo il sistema potr\u00e0 ancora reggere? Quali ne saranno gli effetti economici e sociali?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un aspetto da valutare e su cui intervenire \u00e8 la bassissima natalit\u00e0, tra le pi\u00f9 basse al mondo: il minimo si \u00e8 toccato nel 1995 con l\u2019 1,18% di figli per coppia, ma il trend non \u00e8 cambiato di molto. Da sconfiggere \u00e8 anche il fenomeno della violenza domestica, contro il quale l\u2019Italia si appresta ora a varare i primi provvedimenti legislativi efficaci, mentre mancano ancora strutture di sostegno alle vittime e interventi di prevenzione al cui finanziamento non si provvede. L\u2019arretratezza in questo ambito \u00e8 terribile: si pensi che il delitto d\u2019onore \u00e8 stato abolito solo nel 1981. Altro fronte su cui \u00e8 necessario intervenire \u00e8 la rappresentanza politica delle donne. La scarsit\u00e0 delle donne elette fino alla soglia dello scorso anno evidenzia il loro perdurante quasi inesistente peso nel quadro del potere politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo misto di novit\u00e0 e conservazione caratterizza la vita del nostro paese. I nodi irrisolti devono essere colmati con l\u2019intervento delle donne e degli uomini capaci di guardare al futuro e allo sviluppo del nostro paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fabiana Fusco<\/strong> docente di linguistica dell\u2019Universit\u00e0 di Udine ha poi analizzato i testi dei lavori parlamentari e delle commissioni cui hanno partecipato le donne elette alla assemblea costituente. Emergono la profondit\u00e0 della loro cultura, i valori che le hanno ispirate, la forte partecipazione emotiva all\u2019impegno di deputate, la volont\u00e0 di essere chiare e comprensibili a tutti nella formulazione del testo costituzionale. Sono state loro ad introdurre e a voler richiamare pi\u00f9 volte i parole chiave come famiglia, diritto, donna, lavoro, libert\u00e0, democrazia, cultura, lingua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dai verbali dei lavori emerge il divario tra la modernit\u00e0 di tutte queste donne a prescindere dal partito di appartenenza e la grettezza e arretratezza di alcuni interventi di deputati uomini. E\u2019 a queste donne che si deve se valori come la famiglia, la tutela dei minori, i diritti e l\u2019eguaglianza di uomini e donne sono diventati principi fondamentali della nostra Costituzione e quindi pietre miliari della futura legislazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nicola Gasbarro<\/strong> docente di antropologia dell\u2019Universit\u00e0 di Udine ha sottolineato quanto sia fondamentale che le donne continuino nel loro impegno per rendere l\u2019Italia un paese pi\u00f9 inclusivo, giusto e democratico. Sono proprio le donne, infatti che hanno provato il peso della discriminazione e sono riuscite negli ultimi decenni a modificare il loro status; proprio per questo solo loro possono essere in grado di coinvolgere tutte le categorie di cittadini e cittadine che subiscono ingiustizie e cambiare insieme la mentalit\u00e0 dominante, la cultura, gli stili di vita e quindi la legislazione del nostro paese. Ma deve prima essere modificato l\u2019immaginario sociale del nostro paese, nell\u2019epoca moderna basato su uno sfrenato individualismo. L\u2019idea, lo spirito di collettivit\u00e0 e di solidariet\u00e0 sono scomparsi. Ed allora la priorit\u00e0 del valore dell\u2019eguaglianza sulla differenza, la libert\u00e0 disgiunta dall\u2019eguaglianza sono deficienze che devono essere colmate e le donne, per sensibilit\u00e0, cultura, esperienza, apertura mentale, possono farlo. Si tratta di affrontare il discorso sulla vita e di come, in particolare, si vive in Italia oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono stati interventi del pubblico su temi quali il bisogno di ripristinare un immaginario collettivo e di solidariet\u00e0 per poter migliorare e colmare le lacune della legislazione italiana, le quote rosa, il riconoscimento dei neonati e delle neonate figli di immigrati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ha introdotto i lavori Francesca Plateo del Direttivo dell\u2019Associazione \u201cLe donne resistenti\u201d, di fronte a un pubblico numeroso, attento e partecipe. Dopo i saluti delle autorit\u00e0 e delle Associazioni che hanno patrocinato l\u2019evento. 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