{"id":671,"date":"2022-03-08T06:00:27","date_gmt":"2022-03-08T05:00:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ledonneresistenti.it\/?p=671"},"modified":"2022-03-08T13:45:22","modified_gmt":"2022-03-08T12:45:22","slug":"8-marzo-2022","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/?p=671","title":{"rendered":"8 marzo 2022"},"content":{"rendered":"<p>Tredicesimo giorno di guerra in Ucraina. La giornata internazionale della donna non potrebbe essere pi\u00f9 sfregiata di cos\u00ec dalla drammatica realt\u00e0 delle immagini che ci documentano l\u2019esodo di donne e bambini dalle citt\u00e0 ucraine assediate dall\u2019esercito russo. Appare stridente la contraddizione tra la condizione delle donne occidentali che lottano per diritti ancora non pienamente raggiunti in ambito economico, politico, sociale e la condizione delle donne nel resto del mondo che stanno lottando per la loro sopravvivenza e quella delle loro figlie e dei loro figli.\u00a0 Ma forse non si devono confondere i piani, i parametri di valutazione, i criteri. Non si possono fare paragoni uguali tra disuguali \u00a0nel mondo. In tutti questi giorni dall\u2019inizio dell\u2019invasione armata mi sono chiesta pi\u00f9 volte cosa ci rende pi\u00f9 sensibili, cosa ci fa sentire queste donne e questi bambini pi\u00f9 vicini al nostro cuore, pi\u00f9 in dovere di intervenire, fornire aiuti, accoglienza, rifugio. Sono forse scattate in modo corale le stesse iniziative per le donne e i bambini sfiniti dai dieci anni di guerra in Siria? E cosa si sta facendo concretamente per le donne afghane dopo l\u2019abbandono delle forze armate americane in quei territori? E per tutte le varie e cruente guerre dei Paesi africani con migliaia di donne violentate e uccise? Perch\u00e9 questa volta tutto l\u2019occidente, l\u2019Europa in primis, si sente pi\u00f9 coinvolto? La risposta dei media \u00e8 inconfutabile e ovviamente condivisa: improvvisamente e violentemente sono stati messi in discussione i valori universali della libert\u00e0, della autodeterminazione dei popoli, della democrazia come avevamo pensato si fossero ormai\u00a0 stratificati nella storia europea dalla fine della seconda guerra mondiale (a parte naturalmente la guerra dei Balcani, anche quella per\u00f2 vissuta come \u201cfatti loro\u201d, pulizie etniche comprese! Non fosse stato che il nostro confine era all\u2019epoca potenzialmente pi\u00f9 esposto al rischio di effetti collaterali e che sentivamo i caccia bombardieri della base di Aviano passarci sopra la testa, l\u2019avremmo rimossa anche noi come ha fatto il nostro attuale ministro degli Esteri.)<\/p>\n<p>Ma io temo che la realt\u00e0 sia pi\u00f9 cinica: questi profughi, queste donne, questi bambini ci assomigliano. Di pi\u00f9: ci immedesimiamo di pi\u00f9 con loro perch\u00e9 \u00a0temiamo che potremmo prima o poi essere noi al loro posto. Sono caucasici, vivono in citt\u00e0 come le nostre, hanno una lunga tradizione e storia artistica, accademica, scientifica\u2026insomma gli stessi, o quasi, stili di vita\u2026E se davvero dovesse capitare anche a noi di non aver pi\u00f9 una casa, un familiare , del cibo, una medicina?<\/p>\n<p>Il sospetto che stia avvenendo sotto i nostri occhi una ulteriore discriminazione tra vittime sorge spontanea. Le nazioni vicine all\u2019Ucraina si stanno dimostrando solidali e accoglienti con le donne e i bambini in fuga dal massacro dei civili che si sta perpetrando da parte dell\u2019esercito russo. Noi italiani pure. Pure la nostra governance regionale attesta la propria disponibilit\u00e0 ad accogliere profughi ucraini in termini assertivi e, a mio avviso, totalmente incoerenti con precedenti posizioni contro profughi stremati dalle rotte balcaniche\u2026 Anche tra le vittime dell\u2019ingiustizia del mondo si creano gerarchie\u2026 tra gli ultimi resta sempre qualcuno \u201cpi\u00f9 ultimo\u201ddegli altri\u2026Ci\u00f2 non significa che non ritenga indispensabile ora aiutare le donne e i bambini in fuga dalla guerra in Ucraina. \u00a0Cosi come continuo a sperare che le varie delegazioni diplomatiche riescano nella missione impossibile del \u201ccessate il fuoco\u201d. Nel nostro piccolo e anche come associazione, abbiamo partecipato alla manifestazione che si \u00e8 tenuta ad Udine organizzata dalle associazioni della citt\u00e0, della provincia e della regione il 26 febbraio scorso, per testimoniare il nostro rifiuto della guerra e la difesa dell\u2019art. 11 della nostra Costituzione.<\/p>\n<p>Ancora sgomenta per i gravi fatti in corso non mi sono sentita di fare l\u2018unico intervento che non sembrasse ridondante rispetto alle parole autorevoli gi\u00e0 espresse nel corso della manifestazione. Avrei fatto ai presenti la domanda che dal primo giorno di guerra mi sono fatta io: ma se io dovessi riempire in un\u2019ora una valigia per salvare la vita , cosa metterei dentro? Ho fatto e rifatto decine di volte l\u2019elenco , anche documentandomi in internet, cambiando ogni volta la necessit\u00e0 delle cose da salvare\u2026ma sempre ,SEMPRE, non riuscivo a far stare dentro la valigia pezzi di vita, magari senza valore per me importantissimi..oggetti insignificanti o foto o ricordi di famiglia per me preziosissimi..<\/p>\n<p>Salvare la vita \u00e8 fondamentale. Ma poi saprei reggere il\u00a0 macigno del ricordo di chi o di quanto si \u00e8 perduto? Non so darmi una risposta e mi auguro, e lo auguro a tutti noi, di non doverlo fare mai\u2026<\/p>\n<p>Un augurio comunque a tutte\u00a0 le donne e agli uomini che non limiti solo all\u20198 marzo il rispetto, la capacit\u00e0 d\u2019ascolto, la responsabilit\u00e0 delle azioni positive.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tredicesimo giorno di guerra in Ucraina. 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