{"id":612,"date":"2021-04-27T19:45:17","date_gmt":"2021-04-27T17:45:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ledonneresistenti.it\/?p=612"},"modified":"2021-04-27T19:45:17","modified_gmt":"2021-04-27T17:45:17","slug":"i-valori-della-resistenza-oggi-26-aprile-2021-intervento-di-daniela-rosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/?p=612","title":{"rendered":"I valori della Resistenza oggi, 26 aprile 2021 &#8211; intervento di Daniela Rosa"},"content":{"rendered":"<p>Ho accolto con vivo piacere ed onore l\u2019invito di Roberto Treu, segretario dello SPI di Trieste, che ringrazio sinceramente per l\u2019opportunit\u00e0 che ci offre di approfondire il significato politico oggi di questi che chiamo \u201cdeterminanti della salute\u201d, non solo del nostro Paese ma vorrei dire del Villaggio globale cui apparteniamo tutti, la cui sferzante evidenza, con l\u2019esplodere della pandemia, oggi si impone all\u2019attenzione del pianeta intero.<br \/>\nLa metafora della salute riferita alle condizioni della nostra societ\u00e0 intende essere la rappresentazione di una condizione che registro di seria sofferenza dal punto di vista etico, politico, economico, civile e che reclama un urgente salto di paradigma culturale per il contrasto a neofascismi e razzismi, stereotipi violenti retaggio di una mentalit\u00e0 fascista in cui si mescolano maschilismo violento, misoginia , aggressioni omofobe da branco squadrista che inquinano ancora una parte dell\u2019opinione pubblica e si palesano in fenomeni di violenza ag\u00ecta che dall\u2019hate speech arriva fino alla stupro e al femminicidio. Che dire poi di quanto successo recentemente in Ungheria, in Turchia, in Egitto? Facendo io parte di una generazione di donne che hanno lottato per la conquista dei propri diritti politici e sociali (ricordo il vecchio slogan \u201cil privato \u00e8 politico!\u201d), da giovane mi sono trovata a chiedermi se mi era sufficiente capire quale era il mio posto nel mondo o se non avessi anche dovuto scegliere da che parte stare. Perch\u00e9, ora come allora, penso che non basta solo capire, occorre poi prendere una posizione.<br \/>\nDi quale libert\u00e0 volevo occuparmi, quale impegno nella difesa di una giovane democrazia volevo assumere, quali diritti e quali valori umani facevano parte di quella che definivo ingenuamente l\u2019esigenza di una visione sinfonica della vita.<br \/>\nCerto essere giovane donna nel \u201968 mi ha facilitato il compito. Dietro di me c\u2019erano ancora i vivi a raccontare con la loro voce della guerra, della Resistenza e della Liberazione , anche se non proprio tutto, per pudore e riguardo nella tutela della nostra innocenza rispetto alla banalit\u00e0 del male. Davanti a me c\u2019era un futuro che volevo fosse diverso da quello di mia madre, che non era un soggetto giuridico (nemmeno io in realt\u00e0 , all&#8217;epoca in cui mi facevo queste domande!) e che rimpiangeva di non aver potuto finire il ciclo delle elementari come le sarebbe piaciuto perch\u00e9 doveva accudire i fratelli pi\u00f9 piccoli. Ma oggi, chi c\u2019\u00e8 dietro ai giovani, e loro cosa hanno davanti?<br \/>\nQuesta \u00e8 una delle domande da porsi oggi: come far capire ai giovani lo spirito della Costituzione, nata con l\u2019intento di reagire ad un passato drammatico di violenza , persecuzioni, discriminazioni razziali e di genere? Perch\u00e9 la ratio della Costituzione va individuata proprio nel principio di uguaglianza e nella tutela dei diritti inviolabili dell\u2019uomo, e io aggiungo della donna, la cui piena affermazione rappresenta un argine fondamentale contro l\u2019intolleranza.<br \/>\nSi incrociano qui due riflessioni: la prima a partire da quanto affermato da Calamandrei \u201cla Costituzione non \u00e8 una macchina che una volta messa in moto va avanti da s\u00e9, ma per farla rimanere viva occorre metterci dentro l\u2019impegno , lo spirito, la volont\u00e0 di mantenere queste promesse, la propria responsabilit\u00e0.\u201d Per cui ci si chiede come trasmettere alle nuove generazioni il patrimonio umano e culturale della Resistenza e il senso della pace e della democrazia a fronte della quotidiana esperienza di erosione dei diritti civili e di giustizia sociale? (Mi riferisco, oltre alle scelte scellerate nella gestione delle migrazioni, ai diritti all\u2019istruzione, alla salute, alle Pari Opportunit\u00e0, all\u2019inclusione e all\u2019integrazione di cui la pandemia ha disvelato una endemica inquietante realt\u00e0 ). Il discorso di ieri del Presidente Mattarella ci chiama ad essere Costruttori di memoria contro ogni tentativo di delegittimazione della guerra di Liberazione e dei valori che ne sono maturati grazie ai Padri costituenti e, non dimentichiamolo mai, alle Madri costituenti. Molti luoghi comuni, di banalizzazioni, di equiparazioni di morti sia da una parte che dall\u2019altra, per cui alla fine si pareggerebbero i conti, oggi sono \u201cnarrazioni tossiche\u201d delle destre , come le definisce Chiara Colombini , storica e ricercatrice presso l\u2019istituto piemontese per la storia della Resistenza e della societ\u00e0 contemporanea. Cito \u201dLo sforzo di comprensione- non \u00e8 dato dal giustificare l\u2019operato dei partigiani alla luce della sensibilit\u00e0 di oggi, bens\u00ec di capirne le difficolt\u00e0, le asperit\u00e0 e rivendicare quell\u2019esperienza per come \u00e8 stata , con tutte le sue luci e le sue ombre , i suoi slanci di generosit\u00e0 e le sue criticit\u00e0\u201d. Si tratta di conciliare la memoria della lotta partigiana con il progressivo allontanarsi sempre pi\u00f9 dalla memoria storica\u2026<br \/>\nNel nostro piccolo, come insegnanti di Italiano e Storia, abbiamo ideato la scelta di co-costruzione tra docenti e studenti\/esse di un percorso metodologico-didattico diverso; un laboratorio attivo di ricerca storica che facesse loro vivere in prima persona cosa vuol dire \u201cfare storia\u201d , che rompesse schemi obsoleti e aprisse alla curiosit\u00e0 , alla fatica della ricerca delle fonti, alla scoperta della loro imprescindibile importanza, alla passione delle \u201cstorie\u201d, tramite le interviste, che in effetti fecero affiorare un patrimonio di testimonianze e documenti ancora inediti o sconosciuti da parte di donne di ogni et\u00e0. Una cultura della solidariet\u00e0, della pace e della giustizia che evidenzia una delle prime forme spontanee di resistenza al nazifascismo per intervenire in aiuto di figli, di mariti, di fratelli in pericolo. Una significativa tappa successiva fu raggiunta dalla prof.ssa Paola Schiratti, purtroppo prematuramente scomparsa nel 2015, che nel 2010 in collaborazione con A.N.P.I , commissione PPOO del comune di Udine, l\u2019associazione C.O.R.E. E \u201cle donne in nero \u201c di Udine ha elaborato il progetto \u201cUna disubbidienza civile: le donne friulane di fronte all\u20198 settembre 1943\u201d. Il progetto, finanziato dalla regione, prevedeva tre fasi: la posa di un targa commemorativa intitolata alle donne senza armi resistenti nel piazzale della stazione di Udine (1 giugno2011), la realizzazione del docu-film Cercando le parole (2012), l&#8217;assegnazione due due borse di studio per il reperimento nel territorio di ogni fonte utile per la pubblicazione delle interviste alle donne friulane ancora in vita protagoniste della raccolta dei bigliettini lasciati cadere dagli internati in transito nei carri bestiame che li portavano ai campi di concentramento in Germania. La terza fase spiega lo spirito della pubblicazione e risponde in parte alla domanda del come trasmettere i valori della Costituzione alle nuove generazioni. L\u00e0 dove tutto era cominciato era giusto tornasse con un contributo utile, nel merito e nel metodo , con l&#8217;auspicio che questo modello di lavoro potesse integrare una ulteriore narrazione della storia delle donne friulane che le sottragga alla dimenticanza e renda loro il giusto riconoscimento.<\/p>\n<p><strong>Daniela Rosa<\/strong><br \/>\n<strong>Presidente associazione &#8216;Le Donne Resistenti&#8217;<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho accolto con vivo piacere ed onore l\u2019invito di Roberto Treu, segretario dello SPI di Trieste, che ringrazio sinceramente per l\u2019opportunit\u00e0 che ci offre di approfondire il significato politico oggi di questi che chiamo \u201cdeterminanti della salute\u201d, non solo del nostro Paese ma vorrei dire del Villaggio globale cui apparteniamo tutti, la cui sferzante evidenza, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/612"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=612"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/612\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":617,"href":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/612\/revisions\/617"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=612"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=612"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=612"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}