{"id":464,"date":"2018-10-29T19:46:07","date_gmt":"2018-10-29T18:46:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ledonneresistenti.it\/?p=464"},"modified":"2018-10-29T19:46:07","modified_gmt":"2018-10-29T18:46:07","slug":"qualche-aggiornamento-e-qualche-commento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/?p=464","title":{"rendered":"Qualche aggiornamento e qualche commento\u2026"},"content":{"rendered":"<p>Settimane e mesi sono volati, \u00e8 passato quasi un anno dall\u2019articolo su Nadia Orlando. Nel frattempo una primavera fitta di impegni per la campagna elettorale delle amministrative a sostegno del candidato di centro sinistra \u2013 Enzo Martines \u2013 e la mia stessa candidatura nella lista civica \u201cProgetto Innovare\u201d hanno moltiplicato incontri e confronti reali e ridotto tempi ed energie per aggiornare con maggior continuit\u00e0 questo spazio virtuale. Si sa poi come sono andate le cose a Udine : al ballottaggio tra i due candidati, Martines e Fontanini, la rimonta clamorosa del centro sinistra non \u00e8\u00a0 stata sufficiente per colmare la differenza di voti gi\u00e0 registrata tra i due candidati e Pietro Fontanini ha vinto- dettaglio non trascurabile\u00a0 &#8211; anche grazie ai voti dell\u2019estrema destra di Casa Pound,\u00a0 all\u2019effetto traino delle elezioni regionali del Fvg e di quelle nazionali con la nuova formazione gialloverde.<br \/>\nE adesso? La forte preponderanza maschile dei componenti la maggioranza del Consiglio comunale e le iniziali difficolt\u00e0 nel reperire un\u2019equa rappresentanza di genere all\u2019interno della giunta erano gi\u00e0 di per s\u00e9 eloquenti.\u00a0 L\u2019attuale contesto sembra confermare lo stereotipo che la politica e l\u2019amministrazione della cosa pubblica hanno bisogno di persone affidabili, esperte, competenti , capaci, lungimiranti\u2026. Insomma, si sa, tutte caratteristiche che un sistema millenario di potere patriarcale ha riconosciuto essere superiori negli uomini che nelle donne!!! O no? ma le donne su questa realt\u00e0 cosa dicono? Cosa fanno di fronte a queste scelte e a queste linee programmatiche che \u2013\u00a0 complici pi\u00f9 o meno consapevoli \u2013 vanno nel senso di una\u00a0 riduzione , quando non finisca per essere una abolizione!, dei diritti civili e politici faticosamente conquistati con lacrime e sangue? Dipende da quali donne prendiamo\u00a0 a campione: molte si compattano nella difesa del loro diritto di cittadinanza metaforico e reale all\u2019interno di una societ\u00e0 complessa che annaspa sotto il peso di una gestione grossolana e spesso ancora molto ingiusta nei loro confronti. Tra costoro mi muovo anch\u2019io come componente di minoranza all\u2019interno della rinnovata composizione della commissione comunale PPOO. Altre invece rappresentano le femmine che si appropriano del codice dei maschi (ritenendolo appunto superiore) e lo applicano con maggior veemenza di loro, sfoderando una aggressivit\u00e0 che porta ad espellere i bambini stranieri dalle classi (a Monfalcone),rendono inaccessibili bus e mensa agli immigrati (a Lodi), riducono la tutela delle associazioni LGBTQ (in FVG).\u00a0 Sembra sia\u00a0 parecchio diffuso il secondo caso. Sindache, assessore e consigliere leghiste spesso irridono schiamazzando al tentativo di legittimare nella lingua l\u2019uso di \u201cconsigliera\u201d \u201cassessora\u201d \u201cdeputata\u201d,\u00a0 giudicando l\u2019uso del femminile una diminutio , una svalutazione rispetto al maschile e poi\u00a0 rivendicano diritti di pari opportunit\u00e0 , inconsapevoli\u00a0 di cadere \u2013nei pensieri e\u00a0 &#8211; nelle opere &#8211;\u00a0 in una contraddizione in termini che \u201cNol consente\u201d , come diceva il sommo poeta. Cos\u00ec come appare improvvisamente contraddetto nelle delibere attuali lo spirito originale delle leggi sulle Pari Opportunit\u00e0 ( nate per assicurare che vi sia parit\u00e0 di accesso ai servizi e ai diritti per tutte le cittadine e i cittadini senza alcuna distinzione di sesso, di razza , di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali). E contraddittoria , da parte della attuale Commissione comunale PPOO, l\u2019 assenza di un\u2019 autonomia di pensiero critico \u201cdi genere\u201d che si manifesta con l\u2019appaltare ai leader maschi dei partiti al governo il tema cruciale delle relazioni di genere (non solo binarie!) e quello dei diritti civili.\u00a0 Come se tra le donne , di qualsiasi latitudine, dai paesi del terzo mondo a quelli pi\u00f9 fortemente industrializzati dell\u2019Occidente, non esistesse invece un filo rosso trasversale comune, una coscienza peculiare in quanto donne\u00a0 di un gap storico rispetto agli uomini,\u00a0 che relega ancora molta parte delle donne del mondo cosiddetto \u201ccivile\u201d a tassi alti di disoccupazione o sotto-occupazione e ai livelli pi\u00f9 bassi di reddito che, non solo nei paesi sottosviluppati ma anche nel nostro, va colmato con adeguati progetti di azioni positive tese a contrastare la violenza , ad eliminare pregiudizi e stereotipi culturali retrogradi ed oscurantisti, ad espandere l\u2019accesso al lavoro e ad incrementare le opportunit\u00e0 di formazione, di qualificazione e riqualificazione professionale delle donne. Di fronte all\u2019immenso lavoro culturale, politico e sociale che ancora si rende necessario per colmare questo gap, dopo tutti i decenni di lotta delle donne per l\u2019emancipazione e l\u2019autodeterminazione,\u00a0 il richiamo anacronistico a ruoli stereotipati soprattutto di mogli e madri per salvaguardare il trend di denatalit\u00e0 dell\u2019Italia e della regione FVG , con una ideologica difesa della cosiddetta \u201cfamiglia naturale\u201d, si configura come un cerotto per curare una mutilazione che invece ha bisogno di protesi per permettere di tornare a camminare. La giornalista Claudia de Lillo dice che \u201cI figli sono patrimonio della collettivit\u00e0\u201d per questo il loro costo in termini economici, educativi e di tempo dovrebbe ricadere sulla societ\u00e0 tutta, con uno sforzo congiunto politico, legislativo, culturale e aziendale\u201d. In relazione a ci\u00f2, tanto per commentare, non penso si possa risolvere il calo delle nascite proponendo\u00a0 l\u2019abrogazione del diritto all\u2019interruzione volontaria di gravidanza, come presentato dal senatore leghista Simone Pillon, ma guardando alle donne come investimento, ad un welfare che le consideri come lavoratrici reali o potenziali che non devono essere lasciate sole e, posto che nessuno in un societ\u00e0 civile dovrebbe essere lasciato solo, le madri meno di tutti. Ma\u00a0 questo attiene ad una visione della loro vita in termini di diritti, di sistema di leggi, di un Paese\u00a0 &#8211; il nostro &#8211; che non \u00e8 ancora un paese per donne, perch\u00e9 \u2013 va detto \u2013 questo \u00e8 un paese in cui le donne lavorano poco e male, che se vogliono diventare madri spesso sono licenziate e mobbizzate.\u00a0 Quindi, anche se \u00e8 innegabile che in Italia molti obiettivi sono stati raggiunti da parte delle donne,\u00a0 la conclusione, in prospettiva futura, resta amara: \u201cLa vera rivoluzione accadr\u00e0 quando smetteremo di occuparci di \u201cpolitiche di genere\u201d e inseriremo invece la prospettiva di genere in ogni politica pubblica\u201d (Alessia Mosca , europarlamentare firmataria della legge 120\/2011 che introduce le quote di genere nei consigli di amministrazione delle societ\u00e0 pubbliche e private). Nell\u2019attesa, noi donne\u00a0 delle associazioni femminili, femministe, e di tutte lo organizzazioni per la tutela dei diritti civili, dobbiamo fare rete\u00a0 e\u00a0 continuare a resistere, a lottare contro ogni realt\u00e0 ottusa e retrograda tesa a cancellare il diritto ad essere liberi di scegliere, in quanto solo nell\u2019esercizio di una scelta consapevole si manifesta la vera libert\u00e0 di pensiero, di parola , d\u2019opinione garantita dalla Costituzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Settimane e mesi sono volati, \u00e8 passato quasi un anno dall\u2019articolo su Nadia Orlando. 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