{"id":418,"date":"2017-08-07T23:09:27","date_gmt":"2017-08-07T21:09:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ledonneresistenti.it\/?p=418"},"modified":"2017-08-07T23:09:27","modified_gmt":"2017-08-07T21:09:27","slug":"nadia-era-una-ragazza-che-voleva-vivere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/?p=418","title":{"rendered":"Nadia era una ragazza che voleva vivere"},"content":{"rendered":"<p>Non ho conosciuto Nadia Orlando, anche se conosco i suoi genitori visto che questo delitto colpisce la famiglia di una comunit\u00e0 dalla quale originariamente provengo. Vidulis \u00e8 una comunit\u00e0 estremamente coesa il cui il sistema di valori \u00e8 basato sul lavoro, sulla solidariet\u00e0 e reciprocit\u00e0, in cui uno sguardo, una stretta di mano e la parola data valgono pi\u00f9 di qualsiasi contratto. E Nadia era il frutto, e in friulano bambino\/figlio si dice frut, era figlia di questa comunit\u00e0. Le fotografie ritraggono una ragazza dallo sguardo intelligente, sorridente, una ragazza serena che, evidentemente, aveva trovato il suo posto nella comunit\u00e0 di appartenenza e nella societ\u00e0. Nadia era sicuramente una grande lavoratrice, perch\u00e9 l&#8217;appartenenza implica impegno, responsabilit\u00e0, determinazione, valori ben saldi a Vidulis rispetto ad un mondo le cui societ\u00e0 sono definite liquide e in cui, a parer mio, anche i valori sono divenuti liquidi, scivolosi e spesso inconsistenti, le fragilit\u00e0 sono aumentate e il confronto \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile.<br \/>\nA Vidulis \u00e8 accaduto l&#8217;inimmaginabile: Francesco, il fidanzato di Nadia, secondo la stampa accolto in casa dai genitori come un figlio, la uccide.<br \/>\nCome accade in questi casi, la vita di queste persone, prima sconosciute, improvvisamente entra nella nostra e la pervade perch\u00e9 subentra un processo di identificazione, perch\u00e9 la storia di questi due fidanzati non potrebbe essere, in fondo, la storia dei nostri figli ?<br \/>\nE&#8217; indubbio che il confronto tra gli individui \u00e8 diventato difficile, ma se a questo aggiungiamo le differenze di genere, non possiamo sottovalutare l&#8217;impatto che la riproposizione di arcaiche relazioni di potere dell&#8217;uomo sulla donna produce in contesti completamente cambiati. Se \u00e8 vero che i valori al pari della societ\u00e0 sono diventati liquidi, \u00e8 anche vero che ci dobbiamo attrezzare in modo diverso e che abbiamo il dovere di fornire ai ragazzi gli strumenti emotivi per fare in modo che la fragilit\u00e0 dell&#8217;uomo a confronto con la forza della donna non si risolva con la\u00a0 violenza e nei casi pi\u00f9 estremi con la morte.<br \/>\nLa sfida \u00e8 culturale, credo sia necessario avviare una riflessione che investa tutta la societ\u00e0 civile, le Associazioni, la Commissione Regionale Pari Opportunit\u00e0, l&#8217;Ufficio Scolastico Regionale, le Scuole, il Prefetto, la Polizia e in sostanza tutti i soggetti istituzionali preposti al contrasto della violenza sulle donne e alla tutela loro e dei loro figli. E&#8217; arrivato il momento di porre in essere azioni concrete e collettive per evitare che si ripetano avvenimenti come questi perch\u00e9 Nadia, come le altre ragazze e donne uccise, voleva vivere, voleva un confronto aperto al mondo, al futuro. Trovo incredibile sfogliare il giornale e in queste occasioni rileggere il lungo elenco delle donne uccise, in casa, fuori casa, sulla porta di casa, da chi diceva di amarle.<br \/>\nQuante donne dovranno ancora morire ?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non ho conosciuto Nadia Orlando, anche se conosco i suoi genitori visto che questo delitto colpisce la famiglia di una comunit\u00e0 dalla quale originariamente provengo. 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