{"id":2568,"date":"2024-06-11T15:10:14","date_gmt":"2024-06-11T13:10:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/?p=2568"},"modified":"2024-06-11T18:22:00","modified_gmt":"2024-06-11T16:22:00","slug":"premio4edizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/?p=2568","title":{"rendered":"PREMIO Paola Schiratti 4^ edizione \u2013 a.s. 2023-2024.  Riflessioni a conclusione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La tematica proposta: Ragazze, mamme, nonne: la conciliazione tra lavoro in casa e fuori casa delle donne a te vicine nel territorio in cui abiti, in un mercato del lavoro in continua trasformazione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 di 150 interviste fatte a mamme, nonne, sorelle, zie, vicine di casa, interviste che fotografano la realt\u00e0 lavorativa in casa e fuori casa delle donne che ciascun ragazzo e ragazza frequenta nella sua quotidianit\u00e0. Questo \u00e8 uno dei risultati del lavoro di indagine e ricerca svolto da una ventina di classi degli istituti comprensivi del territorio che va da Martignacco e Pagnacco, passando per Fagagna e San Daniele, Talmassons e Lestizza e che hanno partecipato alla quarta edizione del Premio Paola Schiratti, da poco conclusosi (<strong>v. sezione Lavoro della scuole e Vincitori in questo sito<\/strong>).<br \/>\nIl tema dell&#8217;indagine riguardava la conciliazione tra lavoro in casa e fuori casa, uno degli annosi problemi, per cui tutte le statistiche danno l&#8217;Italia agli ultimi posti tra i Paesi dell&#8217;UE <a class=\"navi\" target=\"allepp4\" href=\"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/allegato1.jpg\">(allegato n. 1)<\/a>. Infatti tutti gli studi confermano che le donne italiane sono tra quelle che hanno maggiori difficolt\u00e0 a conciliare l&#8217;attivit\u00e0 lavorativa esterna alle mura domestiche con il lavoro di cura dei figli, della casa e spesso anche di familiari anziani, che a volte ricade su di loro in modo esclusivo. Per non parlare del tempo da dedicare a se stesse e ai propri interessi, che sembrano diventare spesso sogni irrealizzabili.<br \/>\nMa tutto questo accade anche nelle nostre comunit\u00e0? La risposta che emerge dall&#8217;indagine svolta nel territorio \u2013 di piccole dimensioni, ma analizzato in maniera capillare &#8211; \u00e8 inequivocabilmente affermativa. Non solo: emerge in maniera evidente come molte donne siano uscite dal mercato del lavoro (in particolare dopo la seconda maternit\u00e0), per rientrarvi spesso in un&#8217;et\u00e0 non pi\u00f9 utile per riprendere la carriera auspicata. Un altro dato emerso in maniera evidente dalle interviste \u00e8 la mancanza di sostegno alla maternit\u00e0 e alla genitorialit\u00e0: la presenza del nido per l&#8217;infanzia per la fascia 0-3 risulta praticamente inesistente, per cui il welfare \u00e8 gestito a livello familiare con tutte le difficolt\u00e0 che questo comporta. E spesso questa fase si prolunga anche negli anni successivi della crescita dei figli, a volte fino all&#8217;adolescenza, per l&#8217;inadeguatezza del tempo scuola e per la necessit\u00e0 delle mamme di fare da tassiste tra attivit\u00e0 varie in assenza di mezzi di trasporto pubblici o di un sistema organizzato (alcune societ\u00e0 sportive a parte).<br \/>\nAnche per quanto riguarda il gap salariale tra uomo e donna la fotografia del territorio coincide con quella dei dati nazionali del Nord Italia: il rientro tardivo nel mercato del lavoro delle mamme si porta dietro retribuzioni pi\u00f9 basse e percorsi di carriera spesso ormai preclusi che incidono sugli stipendi e poi sulle pensioni, quindi sugli standard di vita delle donne.<br \/>\nMolte e varie le domande che i ragazzi e le ragazze hanno posto alle donne loro vicine, riuscendo anche a intercettare cambiamenti e novit\u00e0 sul tema del lavoro, settore in veloce e profonda trasformazione negli anni della pandemia e del post pandemia. Per\u00f2 questi cambiamenti continuano a non incidere neppure da noi sul gap lavorativo tra maschi e femmine, come attestato anche dai <a class=\"navi\" href=\"https:\/\/www.istat.it\/donne-uomini\/bloc-2b.html\" target=\"allepp4\">recenti dati ISTAT (https:\/\/www.istat.it\/donne-uomini\/bloc-2b.html).<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ci sono anche buone notizie, notate soprattutto dalle classi che hanno lavorato con le interviste sull&#8217;evoluzione diacronica del fenomeno, mettendo a confronto percorsi di formazione, oltre a quelli lavorativi: le bisnonne e le nonne hanno spesso dovuto lasciare gli studi per aiutare economicamente con il loro lavoro la famiglia di origine, mentre le nipoti non hanno dovuto fare questa scelta, per cui si nota una aumentata possibilit\u00e0 di scelta nel corso degli anni, che non sempre va di pari passo per\u00f2 con la consapevolezza dell&#8217;acquisizione di questi diritti. Anche questo \u00e8 un obiettivo del Premio: indagare la realt\u00e0 per essere consapevoli dei cambiamenti in atto o da mettere in atto.<br \/>\nAnche il clima culturale rispetto alle figure femminili in famiglia risulta molto modificato: pregiudizi ce ne sono sempre, e la cronaca ce li racconta ogni giorno, ma risultano in forte diminuzione. E anche gli stereotipi culturali sono in regresso, sebbene il linguaggio quotidiano non sempre risulta adeguarsi a nuove e pi\u00f9 eque realt\u00e0. Ma anche in questo caso \u00e8 spesso un problema di consapevolezza.<br \/>\nEcco: stereotipi, pregiudizi, sogni e aspirazioni hanno avuto molto spazio nelle indagini dei giovani ricercatori e ricercatrici. In particolare molto interessante \u00e8 risultato il lavoro su questo aspetto della Scuola secondaria di 1\u00b0 di Martignacco, che ha indagato sul gap tra sogni e bisogni delle tre generazioni di donne, aprendo la ricerca ad un settore che oggi anche gli studiosi di storia di genere stanno indagando: il divario tra la percezione di s\u00e8 delle ragazze (si pensi alla necessit\u00e0 di rinforzare le STEAM nei percorsi di istruzione e formazione delle bambine e delle ragazze) e la realizzazione o meno, tra difficolt\u00e0 reali o anche autocensure, delle loro aspirazioni. Qui si apre un settore di ricerca interessante, quello che forse contiene anche la maggior parte delle risposte relative alla tematica di indagine proposta e che merita di essere approfondito.<br \/>\nQuesto \u00e8 stato anche il parere espresso dalla prof.ssa Irene Barbiera, che \u00e8 intervenuta sia in fase di formazione docente sia in fase conclusiva dei lavori, per un breve quadro di sintesi. Professoressa associata in Demografia presso l\u2019Universit\u00e0 di Padova, Barbiera si occupa anche di demografia storica e storia di genere e nel suo intervento ha evidenziato come tutte le classi hanno applicato un metodo rigoroso che permette di confrontare i dati delle classi e di utilizzarli anche in ambito scientifico.<br \/>\nMa questa edizione del Premio verr\u00e0 ricordata anche per le interviste emerse in una sezione che \u00e8 stata appena aperta: quella dedicata ai percorsi di formazione ed educazione per adulti e adulte. A questa sezione hanno partecipato tre sedi associate del CPIA di Udine con interviste a donne con background migratorio di varia provenienza e\/o interviste di non italofoni a donne italiane. In questa occasione italiane e straniere, che frequentano percorsi di alfabetizzazione, hanno avuto l\u2019occasione di raccontare le loro esperienze lavorative, di mettere a confronto diversi approcci culturali al lavoro femminile, in un vero e ricco confronto interculturale. Le video-interviste in particolare raccontano e mettono a confronto realt\u00e0 e situazioni di grande interesse, una fotografia che riguarda soprattutto giovani donne che si stanno immettendo nel tessuto sociale di questo territorio, portando con s\u00e8 un bagaglio culturale sfaccettato e diversificato da condividere.<br \/>\nLo scopo, ma anche la difficolt\u00e0 ora, sta nel far diventare tutto ci\u00f2 patrimonio comune; infatti, in un&#8217;ottica sociale, lo strumento dell\u2019intervista orale serve a raccogliere materiale sulla storia delle donne, mettendo al centro non solo tematiche legate alla loro vita, ma anche proponendo un punto di vista che ne faccia emergere la problematicit\u00e0 femminile specifica. E soprattutto con l&#8217;idea che le bambine e le ragazze diventino consapevoli artefici del proprio destino. In un&#8217;ottica storica, invece, l\u2019attuale situazione si presenta dinamica e irripetibile. Risulta quindi doveroso registrare queste novit\u00e0, affinch\u00e9 l&#8217;analisi futura di quest&#8217;epoca possa disporre di materiali efficaci anche nell&#8217;ottica della storia di genere, che fa ancora fatica ad affermarsi, nonostante molte universit\u00e0 abbiano ormai al loro interno percorsi di gender studies.<br \/>\nIl sito dell&#8217; Associazione raccoglie i risultati di tutte queste ricerche, ma la domanda \u00e8: come saranno gli archivi di domani? Su quali fonti si scriver\u00e0 la storiografia? Ci sar\u00e0 pi\u00f9 spazio per la storia delle donne? Noi cerchiamo di dare il nostro piccolo contributo, perseguendo l&#8217;obiettivo n. 5 dell&#8217;Agenda 2023 dell&#8217;ONU <a class=\"navi\" target=\"allepp4\"  href=\"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/allegato2.jpg\">(allegato n. 2)<\/a> al fine di creare cittadine e cittadini consapevoli delle problematiche femminili presenti sul proprio territorio e della necessit\u00e0 di intervenire su pi\u00f9 livelli per creare quelle condizioni di equit\u00e0 che, in molti casi, sono ancora un miraggio <a class=\"navi\" target=\"allepp4\" href=\"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/allegato3.jpg\" >(allegato 3)<\/a> e che invece i nostri giovani ricercatori e ricercatrici hanno perfettamente colto nei loro lavori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La tematica proposta: Ragazze, mamme, nonne: la conciliazione tra lavoro in casa e fuori casa delle donne a te vicine nel territorio in cui abiti, in un mercato del lavoro in continua trasformazione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 di 150 interviste fatte a mamme, nonne, sorelle, zie, vicine di casa, interviste che fotografano la realt\u00e0 lavorativa in casa e fuori casa delle donne che ciascun ragazzo e ragazza frequenta nella sua quotidianit\u00e0. Questo \u00e8 uno dei risultati del lavoro di indagine e ricerca svolto da una ventina di classi degli istituti comprensivi del territorio che va da Martignacco e Pagnacco, passando per Fagagna e San Daniele, Talmassons e Lestizza e che hanno partecipato alla quarta edizione del Premio Paola Schiratti, da poco conclusosi (<strong>v. sezione Lavoro della scuole e Vincitori in questo sito<\/strong>).<br \/>\nIl tema dell&#8217;indagine riguardava la conciliazione tra lavoro in casa e fuori casa, uno degli annosi problemi, per cui tutte le statistiche danno l&#8217;Italia agli ultimi posti tra i Paesi dell&#8217;UE <a class=\"navi\" [targetto tar=\"allepp4\"] href=\"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/allegato1.jpg\">(allegato n. 1)<\/a>. Infatti tutti gli studi confermano che le donne italiane sono tra quelle che hanno maggiori difficolt\u00e0 a conciliare l&#8217;attivit\u00e0 lavorativa esterna alle mura domestiche con il lavoro di cura dei figli, della casa e spesso anche di familiari anziani, che a volte ricade su di loro in modo esclusivo. Per non parlare del tempo da dedicare a se stesse e ai propri interessi, che sembrano diventare spesso sogni irrealizzabili.<br \/>\nMa tutto questo accade anche nelle nostre comunit\u00e0? La risposta che emerge dall&#8217;indagine svolta nel territorio \u2013 di piccole dimensioni, ma analizzato in maniera capillare &#8211; \u00e8 inequivocabilmente affermativa. Non solo: emerge in maniera evidente come molte donne siano uscite dal mercato del lavoro (in particolare dopo la seconda maternit\u00e0), per rientrarvi spesso in un&#8217;et\u00e0 non pi\u00f9 utile per riprendere la carriera auspicata. Un altro dato emerso in maniera evidente dalle interviste \u00e8 la mancanza di sostegno alla maternit\u00e0 e alla genitorialit\u00e0: la presenza del nido per l&#8217;infanzia per la fascia 0-3 risulta praticamente inesistente, per cui il welfare \u00e8 gestito a livello familiare con tutte le difficolt\u00e0 che questo comporta. E spesso questa fase si prolunga anche negli anni successivi della crescita dei figli, a volte fino all&#8217;adolescenza, per l&#8217;inadeguatezza del tempo scuola e per la necessit\u00e0 delle mamme di fare da tassiste tra attivit\u00e0 varie in assenza di mezzi di trasporto pubblici o di un sistema organizzato (alcune societ\u00e0 sportive a parte).<br \/>\nAnche per quanto riguarda il gap salariale tra uomo e donna la fotografia del territorio coincide con quella dei dati nazionali del Nord Italia: il rientro tardivo nel mercato del lavoro delle mamme si porta dietro retribuzioni pi\u00f9 basse e percorsi di carriera spesso ormai preclusi che incidono sugli stipendi e poi sulle pensioni, quindi sugli standard di vita delle donne.<br \/>\nMolte e varie le domande che i ragazzi e le ragazze hanno posto alle donne loro vicine, riuscendo anche a intercettare cambiamenti e novit\u00e0 sul tema del lavoro, settore in veloce e profonda trasformazione negli anni della pandemia e del post pandemia. Per\u00f2 questi cambiamenti continuano a non incidere neppure da noi sul gap lavorativo tra maschi e femmine, come attestato anche dai <a class=\"navi\" href=\"https:\/\/www.istat.it\/donne-uomini\/bloc-2b.html\" [targetto tar=\"allepp4\"]>recenti dati ISTAT (https:\/\/www.istat.it\/donne-uomini\/bloc-2b.html).<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ci sono anche buone notizie, notate soprattutto dalle classi che hanno lavorato con le interviste sull&#8217;evoluzione diacronica del fenomeno, mettendo a confronto percorsi di formazione, oltre a quelli lavorativi: le bisnonne e le nonne hanno spesso dovuto lasciare gli studi per aiutare economicamente con il loro lavoro la famiglia di origine, mentre le nipoti non hanno dovuto fare questa scelta, per cui si nota una aumentata possibilit\u00e0 di scelta nel corso degli anni, che non sempre va di pari passo per\u00f2 con la consapevolezza dell&#8217;acquisizione di questi diritti. Anche questo \u00e8 un obiettivo del Premio: indagare la realt\u00e0 per essere consapevoli dei cambiamenti in atto o da mettere in atto.<br \/>\nAnche il clima culturale rispetto alle figure femminili in famiglia risulta molto modificato: pregiudizi ce ne sono sempre, e la cronaca ce li racconta ogni giorno, ma risultano in forte diminuzione. E anche gli stereotipi culturali sono in regresso, sebbene il linguaggio quotidiano non sempre risulta adeguarsi a nuove e pi\u00f9 eque realt\u00e0. Ma anche in questo caso \u00e8 spesso un problema di consapevolezza.<br \/>\nEcco: stereotipi, pregiudizi, sogni e aspirazioni hanno avuto molto spazio nelle indagini dei giovani ricercatori e ricercatrici. In particolare molto interessante \u00e8 risultato il lavoro su questo aspetto della Scuola secondaria di 1\u00b0 di Martignacco, che ha indagato sul gap tra sogni e bisogni delle tre generazioni di donne, aprendo la ricerca ad un settore che oggi anche gli studiosi di storia di genere stanno indagando: il divario tra la percezione di s\u00e8 delle ragazze (si pensi alla necessit\u00e0 di rinforzare le STEAM nei percorsi di istruzione e formazione delle bambine e delle ragazze) e la realizzazione o meno, tra difficolt\u00e0 reali o anche autocensure, delle loro aspirazioni. Qui si apre un settore di ricerca interessante, quello che forse contiene anche la maggior parte delle risposte relative alla tematica di indagine proposta e che merita di essere approfondito.<br \/>\nQuesto \u00e8 stato anche il parere espresso dalla prof.ssa Irene Barbiera, che \u00e8 intervenuta sia in fase di formazione docente sia in fase conclusiva dei lavori, per un breve quadro di sintesi. Professoressa associata in Demografia presso l\u2019Universit\u00e0 di Padova, Barbiera si occupa anche di demografia storica e storia di genere e nel suo intervento ha evidenziato come tutte le classi hanno applicato un metodo rigoroso che permette di confrontare i dati delle classi e di utilizzarli anche in ambito scientifico.<br \/>\nMa questa edizione del Premio verr\u00e0 ricordata anche per le interviste emerse in una sezione che \u00e8 stata appena aperta: quella dedicata ai percorsi di formazione ed educazione per adulti e adulte. A questa sezione hanno partecipato tre sedi associate del CPIA di Udine con interviste a donne con background migratorio di varia provenienza e\/o interviste di non italofoni a donne italiane. In questa occasione italiane e straniere, che frequentano percorsi di alfabetizzazione, hanno avuto l\u2019occasione di raccontare le loro esperienze lavorative, di mettere a confronto diversi approcci culturali al lavoro femminile, in un vero e ricco confronto interculturale. Le video-interviste in particolare raccontano e mettono a confronto realt\u00e0 e situazioni di grande interesse, una fotografia che riguarda soprattutto giovani donne che si stanno immettendo nel tessuto sociale di questo territorio, portando con s\u00e8 un bagaglio culturale sfaccettato e diversificato da condividere.<br \/>\nLo scopo, ma anche la difficolt\u00e0 ora, sta nel far diventare tutto ci\u00f2 patrimonio comune; infatti, in un&#8217;ottica sociale, lo strumento dell\u2019intervista orale serve a raccogliere materiale sulla storia delle donne, mettendo al centro non solo tematiche legate alla loro vita, ma anche proponendo un punto di vista che ne faccia emergere la problematicit\u00e0 femminile specifica. E soprattutto con l&#8217;idea che le bambine e le ragazze diventino consapevoli artefici del proprio destino. In un&#8217;ottica storica, invece, l\u2019attuale situazione si presenta dinamica e irripetibile. Risulta quindi doveroso registrare queste novit\u00e0, affinch\u00e9 l&#8217;analisi futura di quest&#8217;epoca possa disporre di materiali efficaci anche nell&#8217;ottica della storia di genere, che fa ancora fatica ad affermarsi, nonostante molte universit\u00e0 abbiano ormai al loro interno percorsi di gender studies.<br \/>\nIl sito dell&#8217; Associazione raccoglie i risultati di tutte queste ricerche, ma la domanda \u00e8: come saranno gli archivi di domani? Su quali fonti si scriver\u00e0 la storiografia? Ci sar\u00e0 pi\u00f9 spazio per la storia delle donne? Noi cerchiamo di dare il nostro piccolo contributo, perseguendo l&#8217;obiettivo n. 5 dell&#8217;Agenda 2023 dell&#8217;ONU <a class=\"navi\" [targetto tar=\"allepp4\"] href=\"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/allegato2.jpg\">(allegato n. 2)<\/a> al fine di creare cittadine e cittadini consapevoli delle problematiche femminili presenti sul proprio territorio e della necessit\u00e0 di intervenire su pi\u00f9 livelli per creare quelle condizioni di equit\u00e0 che, in molti casi, sono ancora un miraggio <a class=\"navi\" [targetto tar=\"allepp4\"] href=\"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/allegato3.jpg\">(allegato 3)<\/a> e che invece i nostri giovani ricercatori e ricercatrici hanno perfettamente colto nei loro lavori.<\/p>\n<p><a href=\"?p=2568\"><strong>(click qui per vedere la galleria) in fondo alla pagina<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[30,6,9],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2568"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2568"}],"version-history":[{"count":33,"href":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2568\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2626,"href":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2568\/revisions\/2626"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2568"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2568"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2568"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}