{"id":178,"date":"2014-12-02T17:18:10","date_gmt":"2014-12-02T16:18:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ledonneresistenti.it\/?p=178"},"modified":"2014-12-02T17:18:10","modified_gmt":"2014-12-02T16:18:10","slug":"intervento-a-tricesimo-il-25-novembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/?p=178","title":{"rendered":"Intervento a Tricesimo il 25 novembre"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"> In questi giorni parlando con le donne dei miei paesi sulla violenza domestica  del 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza su donne e minori mi sono sentita dire e ie une robe simpri stade e simpri e sar\u00e0\u201d \u201c coventar\u00e8s une conference ogni di e no une volte ogni an\u201d \u201c viodie chi chest segn, o ai al\u00e7\u00e2t il brac par difindi me mari e me pari mi a scotade me cul tireboris, o soi cressude cu le p\u00f4re di me pari zel\u00f4s e violent, a mi mi difindeve me fradi grant\u201d. Giusto il titolo cumo vonde.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La violenza domestica esercitata dagli uomini contro donne bambini e bambine ha provenienza antichissima , passata dalla societ\u00e0 grecoromana alla civilt\u00e0 cristiana medioevale attraverso la figura di santa Monica, moglie bastonata sempre discreta e sottomessa, come ricostruisce Marco Cavina nel saggio intitolato \u201c Nozze di sangue\u201d, assegna agli uomini il diritto di educare e plasmare al proprio volere moglie figli e figlie utilizzando a tal scopo mezzi coercitivi a loro scelta, fino alla morte. Anche i mariti migliori, come il menager di Parigi vissuto nel 1400, un mercante sessantenne sposato ad una ragazzina di 15 anni, nel suo libro di famiglia<em> insegna <\/em>tutto alla moglie, che deve comportarsi come vuole lui in ogni occasione e momento della giornata. Dobbiamo aspettare la fine del 1700 per avere i primi segnali di critica alla cultura dominante  Sar\u00e0 poi soprattutto nel secondo \u2018900 che si sviluppa la cultura della pari dignit\u00e0. Il principio di uguaglianza senza distinzione di sesso ribadito pi\u00f9 volte nella nostra Costituzione , sancito nell\u2019articolo 3, che indica di rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla piena uguaglianza dei cittadini e delle cittadine difronte alla legge, far\u00e0 fatica ad affermarsi nella legislazione successiva, infatti per arrivare al nuovo diritto di famigli dobbiamo aspettare il 1975 e solo nel 1981 verr\u00e0 abolita dal codice penale la legge sul delitto d\u2019onore. Questa violenza \u00e8 stata storicamente invisibile, non solo per il silenzio delle donne, perch\u00e9 ammettere di aver subito violenza pu\u00f2 essere molto doloroso e difficile, ma anche perch\u00e9 appariva come \u201cnaturale\u201d e legittima. Nell nostro paese come in tutto il resto del mondo \u00e8 ancora una della maggiori cause di morte e malattie delle donne, Finalmente da alcuni decenni il fenomeno della violenza domestica \u00e8 oggetto di crescente attenzione, oggi necessita di adeguata rappresentazione perch\u00e9 rimane un fenomeno ancora nascosto, malgrado sia molto frequente, si calcola coinvolga una donna su tre nel corso della sua vita, nel 2006 un\u2019indagine Istat ha indicato in 7 milioni le donne italiane che hanno subito violenza. In regione sappiamo ad esempio soltanto che sono circa un migliaio ogni anno le donne che intraprendono un percorso di aiuto e di sostegno nei  centri antiviolenza i dati risalgono al 2010. Il numero risulta comunque sottostimato rispetto al fenomeno, perch\u00e9 mancano i casi delle donne che si sono rivolte alle forze dell\u2019ordine, ai reparti di pronto soccorso degli ospedali, ai medici di base e perch\u00e9 alcune delle donne che hanno contattato i centri per informazioni non hanno poi dato seguito al contatto con un percorso di aiuto con il centro stesso (si stima circa un 20%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa forma ancestrale di violenza \u00e8 legata alla disparit\u00e0 di valutazione e trattamento della donna nella nostra societ\u00e0 e nella cultura profonda del nostro paese e del nostro territorio, ove permangono ancora situazioni di gravi disparit\u00e0, nel mondo del lavoro, delle professioni, nella politica, nei rapporti famigliari, nell\u2019accudimento e nella cura dei familiari, conciliare i tempi di lavoro e famiglia \u00e8 ancora un problema quasi del tutto femminile. Anche la Convenzione di Istambul sottolinea l\u2019importanza della cultura e del ruolo della formazione per contrastare la violenza. Nelle premesse \u00e8 scritto slide<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una societ\u00e0 intera deve essere in cammino se si vuole eliminare l\u2019aspetto pi\u00f9 terribile, oscuro e antico della disparit\u00e0 di genere: la violenza esercitata in famiglia dagli uomini sulle donne e i loro figli e figlie. I costi emotivi, morali, psicologici, psichiatrici e sociali di questa violenza sono incommensurabili, sono stati invece calcolati i costi economici che ammontano ogni anno in Italia a 17 miliardi di euro, tra costi sanitari, i maggiori circa 640 milioni di euro, spese farmaceutiche, servizi sociali, assenze dal lavoro, interventi delle forze dell\u2019ordine, della magistratura, processi, incarcerazioni. Per la prevenzione sono stanziati invece 6 milioni di euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La legislazione oggi in Italia ha avuto un forte impulso dalla Convenzione di Istambul che ha definito con chiarezza di lessico i concetti legati al tema della violenza che si consuma in famiglia, ha impostato un quadro complessivo di riferimento, una sistemazione e una classificazione di tutte le forme di violenza esercitate sulle donne e i minori, che subiscono direttamente o assistono alla violenza. Ha poi indicato le azioni da intraprendere e gli impegni degli organi di governo a tutti i livelli, nazionale, regionale, territoriale. La legge italiana 77\/2013 accoglie i principi della Convenzione di Istambul ma ora si tratta di stanziare i fondi, coordinare e attivare i servizi per rendere la legge operativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia ogni anno 130 donne vengono uccise dai loro partner, mariti conviventi, nel corrente anno i dati peggiorano siamo arrivati a 170 omicidi,  in provincia  l\u2019anno nero delle uccisioni \u00e8 stato il 2012<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Veniamo ai dati regionali<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ufficialmente 1000 donne in regione intraprendono un percorso presso i centri antiviolenza, ma altre si recano nei reparti di pronto soccorso degli ospedali, dalle forze dell\u2019ordine, ne parlano con il medico di famiglia, di queste non emerge alcun dato in rapporto agli altri. In regione funzionano i centri antiviolenza soprattutto a Trieste, Gorizia e Pordenone, a Udine il Comune ha attivato il servizio \u201cZero tolerance\u201d a cui fanno riferimento anche territori circostanti. Negli ospedali di Gorizia e Monfalcone sono avviati i codici rosa, le donne e i minori che si presentano con segni evidenti di violenze vengono avviati verso questo servizio dove trovano una equipe che li cura, li assiste, li consiglia, li indirizza. Iniziative di attenzione sono avviate negli Ospedali di Tolmezzo, Pordenone, San Daniele. Protocolli antiviolenza sono stati siglati in tutte le Province, coinvolgono prefetture, forze dell\u2019ordine, aziende sanitarie e ospedaliere, procure della repubblica, tribunali, ordini degli avvocati, comuni, province, centri di orientamento scolastico e uffici scolastici provinciali. Molto si sta facendo, ma ancora non basta, il fenomeno \u00e8 ancora nella maggior parte dei casi sommerso. Si propone da pi\u00f9 parti un osservatorio regionale che raccolga sistematicamente tutti i dati, promuova e coordini ricerche, favorisca interventi di formazione, sensibilizzazione e prevenzione, coordini le iniziative, segnali e diffonda le buone pratiche gi\u00e0 esistenti, faciliti il trasferimento delle conoscenze, fornisca informazioni e supporto tecnico. Ancora mancano in Italia e in Regione fondi stanziati per la prevenzione nelle scuole, per la  formazione adeguata del personale, supporti alle donne vittime di violenza per aiutarle a riprendere una vita accettabile con sostegno alla ricerca di una casa coinvolgendo le Ater e del lavoro attraverso i LPU, sono proposte gi\u00e0 avanzate alla regione. Sono interventi che hanno successo se coordinati insieme, ma \u00e8 necessario farlo per un benessere sociale comune e condiviso. Pertanto queste serate nei comuni per me sono fondamentali per parlarne dovunque e avviare dovunque quei servizi che ogni territorio pu\u00f2 offrire: con il supporto dei medici di base, dei farmacisti, degli assistenti sanitari e sociali, delle forze dell\u2019ordine, delle istituzioni scolastiche dei servizi dei comuni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 interessante per penetrare un po\u2019 meglio nel fenomeno analizzare i dati raccolti tra le donne che si rivolgono al servizio \u201cZero tolerance\u201d del Comune di Udine per capire che cosa sta sotto il fenomeno della violenza domestica e quali sono le caratteristiche delle vittime e dei maltrattanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questi giorni parlando con le donne dei miei paesi sulla violenza domestica del 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza su donne e minori mi sono sentita dire e ie une robe simpri stade e simpri e sar\u00e0\u201d \u201c coventar\u00e8s une conference ogni di e no une volte ogni an\u201d \u201c viodie chi chest [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[89,87,88,14],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/178"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=178"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/178\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":179,"href":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/178\/revisions\/179"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=178"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=178"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=178"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}