{"id":128,"date":"2014-04-13T20:40:56","date_gmt":"2014-04-13T18:40:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ledonneresistenti.it\/?p=128"},"modified":"2014-04-13T20:40:56","modified_gmt":"2014-04-13T18:40:56","slug":"le-donne-dei-barconi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ledonneresistenti.it\/?p=128","title":{"rendered":"Le donne dei barconi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Sono qui, nella mia terra, il sole splende e quasi mi acceca. La mia terra mi accoglie e mi fa sentire a casa, gli affetti familiari sono qui, ma io sono sempre una emigrata, le radici sono in Sicilia, la mia vita scorre in Friuli ed anche l\u00ec mi sento a casa. L\u2019emigrazione ti segna nel tuo essere persona e non puoi prescindere da questa esperienza che nel mio caso \u00e8 stata positiva.\u00a0 Non \u00e8 stato facile emigrare, non \u00e8 stato facile proseguire la vita nel momento in cui, giovanissima, appena sposata e munita di titolo di studio vuoi iniziare un percorso dove dal niente (nessuno ti conosce) devi affermarti nella vita lavorativa e sociale. In quel periodo storico, per la verit\u00e0, trovare il lavoro \u00e8 stato facile e le difficolt\u00e0, a raccontarle oggi, non sono niente. Ma la mia condizione di emigrata non l\u2019ho dimenticata.<br \/>\nAdesso viaggio, torno nella mia terra pi\u00f9 spesso di prima, ho pi\u00f9 tempo, ma la mia famiglia \u00e8 divisa e ci troviamo a vivere alle due estremit\u00e0 dello Stivale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 proprio una bella stagione in Sicilia: sole, tepore, natura lussureggiante, il mare calmo, si ritira e le spiagge cominciano a prendere la dimensione estiva, diventano pi\u00f9 profonde e la sabbia \u00e8 pi\u00f9 asciutta. C\u2019\u00e8 movimento, le seconde case aprono le finestre, tutto si muove sulla terra ferma, i turisti apprezzano il mare, ma soprattutto le citt\u00e0 barocche (i nostri paesi) costruite in calcare tenero che cambiano colore con l\u2019intensit\u00e0 della luce.<br \/>\nMa nel mare calmo in questo momento c\u2019\u00e8 grande traffico, ingorghi e disperazione. Arrivano sulle nostre coste persone, uomini, donne e bambini, anche neonati che cercano una vita migliore. Come donna voglio immaginare il travaglio interiore di una donna che decide di lasciare il posto dove \u00e8 nata, la casa anche se precaria, gli affetti, quel minimo di certezze per pensare che altrove, non si sa dove, si possa stare meglio. La disperazione deve essere tanta, forte, insostenibile. Certamente ci vuole una grande dose di coraggio. In questo momento, sulle coste della Sicilia stanno arrivando tante donne con bambini piccolissimi e minori non accompagnati. Il viaggio \u00e8 durissimo, incerto, pericoloso per un adulto, figuriamoci per i bambini. La donna si trova a dover scegliere: vado e lascio mio figlio qui, agli anziani, a nessuno\u2026..o lo porto con me? Mando mio figlio da solo? Riuscir\u00e0 il piccolo a sopportare le difficolt\u00e0 del viaggio, gli stenti, la mancanza di acqua, il sole cocente in mezzo al mare insidioso del Canale di Sicilia? Riuscir\u00f2 da viva a toccare la costa? Chi trover\u00f2 dall\u2019altra parte? Mi aspetta umanit\u00e0 o schiavit\u00f9 e sopraffazione?<br \/>\nEcco forse sono queste le domande che le donne si fanno prima di partire e comunque\u2026.. partono.<br \/>\nQuello che le aspetta lo sappiamo, le cronache sono ricche di particolari, ma anche pervase da luoghi comuni espliciti o sottintesi. Noi \u201cbenestanti\u201d siamo capaci di connotare in modo ancor pi\u00f9 negativo rispetto agli immigrati uomini, l\u2019immigrata donna e questo \u00e8 il massimo dell\u2019idiozia e della banalit\u00e0. I luoghi comuni in queste situazioni sono gratuiti, irrispettosi nei confronti del genere umano.<br \/>\nIo ammiro il coraggio di queste donne, \u00e8 evidente che si pu\u00f2 rischiare tutto, anche la vita e la vita dei propri figli per il desiderio di una vita normale, solo normale. Sono donne resistenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono qui, nella mia terra, il sole splende e quasi mi acceca. 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